Centro Naima - Trascrizione di un incontro - Centro di Psicoterapia Infantile Campano Naima

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Centro Naima - Trascrizione di un incontro

Terapia

Di seguito riportiamo la trascrizione di un lavoro effettuato con l'argilla, con un bambino aggressivo


PSICOTERAPEUTA: Ecco, la puoi toccare e modellare, se ti sembra troppo secca puoi usare dell'acqua... hai mai lavorato con la creta?

B.: Sì, una volta ho fatto dei personaggi.

PSICOTERAPEUTA: Ecco cominciamo a schiacciarla, così, come faccio io.. poi facciamo dei buchi con le dita e la appiattiamo tutta... poi ne tiriamo via dei pezzi così... ah ah ah.., e la facciamo anche a pezzi se vogliamo, ma il bello con la creta è che anche quando la fai a pezzi poi la puoi rimettere insieme come prima. Ora proviamo a buttarlo sul tavolino, urlando, così....
Ora la facciamo tornare piatta e la tocchiamo come se stessimo dandole delle carezze piano piano, così...e poi la schiacciamo di nuovo, guarda: è diventata come un tamburo e la possiamo colpire come se volessimo farla risuonare... ora la strizziamo un po' e ne prendiamo un pezzo... guarda: può diventare un serpente... e ora il serpente può diventare una pallina se lo arrotoliamo tra le mani.., cosa pensi che possiamo fare?... ecco un buco, e se ci guardiamo dentro guardo... che buffo!: ti vedo attraverso il buco nella creta. Ora la prendiamo di nuovo a pugni e ora... cosa preferisci fare?

B.: un serpente... o forse un gruppo di serpenti per spaventare gli altri....

PSICOTERAPEUTA: Ora appoggia le tue mani su questo blocchetto di creta, e ti chiedo di chiudere gli occhi, fai un lungo respiro e quando soffi via l'aria immagina che il tuo respiro attraverso le tue mani arrivi al blocchetto di creta... ecco ora la creta ha la tua energia e, sempre con gli occhi chiusi puoi immaginare di modellarla di fare qualcosa, tanto anche se poi non sarà proprio come l'hai immaginata.., è naturale perché avevi gli occhi chiusi, ma intanto vedrai che ne sarai sorpreso.
Ecco, ora puoi aprire gli occhi e guardarla e finirla, finire quello che avevi iniziato a fare con gli occhi chiusi...

B.: (in silenzio, apre gli occhi e continua a modellare)

PSICOTERAPEUTA: Ecco questa è una parte di te, ora tu sei questa creta e mi puoi dire come ti senti...

B.: In realtà dovrebbe essere una balena e quindi una balena nuota

PSICOTERAPEUTA: Allora puoi dire "sono una balena e nuoto"

B.: "Sono una balena e mi piace nuotare, vado sott'acqua, nel profondo, mi piace mangiare i pesci"

PSICOTERAPEUTA: Ne hai mangiati?

B.: (ride) sì...

PSICOTERAPEUTA.: Se una balena piccolo o una balena adulta?

B.: Sono una balena adulta, una vecchia balena

PSICOTERAPEUTA: Cosa te lo fa pensare?

B.: Perché sono un po' disabile....

PSICOTERAPEUTA: hai detto...?.

B.: Sono un po' disabile.

PSICOTERAPEUTA: Cioè vuoi dire che c'è qualcosa che non va?

B.: Non posso più nuotare veloce...

PSICOTERAPEUTA: E questo è un problema? C'è qualcuno con te o sei sola?

B.: No, c'è qualcuno.

PSICOTERAPEUTA: E ti senti al sicuro?

B.: Si, mi sento al sicuro, a mio agio

PSICOTERAPEUTA: E dimmi hai una famiglia?

B.: Sì ce l'ho, c'è la mamma, la mia quasi-nonna e mia sorella

PSICOTERAPEUTA: E nuotano con te? O sei una balena indipendente?

B.: No, loro sono con me

PSICOTERAPEUTA: E ti danno fastidio? O ti lasciano fare quello che vuoi?

B.: No, sono tranquillo e nuoto.

PSICOTERAPEUTA: Nuotare ti piace anche nella realtà?

B.: Sì perché mi fa sentire attivo

PSICOTERAPEUTA: Anche tu ti senti al sicuro nell'acqua?

B.: Sì

PSICOTERAPEUTA: Mi sembra un po' come la tua famiglia no?

B.: Sì, anche io ho uno mamma, una quasi nonna e uno sorella

PSICOTERAPEUTA: Cosa vuol dire quasi-nonna?

B.: Che non è davvero mia nonna ma è come se lo fosse

PSICOTERAPEUTA: E tuo papà?

B.: Loro sono separati.

PSICOTERAPEUTA: E a te dispiace?

B.: Sì perché qualche volta vorrei che mi vedesse giocare a basket.

PSICOTERAPEUTA: Abita molto lontano?

B.: No, non molto lontano, 20 minuti di macchina

PSICOTERAPEUTA: Allora non è molto lontano... vi vedete allora qualche volta..., e cosa fate?

B.: Guardiamo insieme il basket in tv.

PSICOTERAPEUTA: Bene, una cosa che mi piace della creta è che si possono fare cose, animali e persone che anche se non vengono perfette si capisce chi sono, ora mi piacerebbe che tu con la creta facessi la tua famiglia, tua madre, tua nonna, tua sorella e poi anche tuo padre... vuoi che ti aiuti? Dimmi tu....

B.: Si tu fai mia madre e io faccio la nonna

PSICOTERAPEUTA: ecco ora dimmi se la sto facendo bene, dammi delle indicazioni...

B.: Non molto alta...

PSICOTERAPEUTA: Ecco va bene così?
(Cominciano insieme a costruire la famiglia e poi B. incarica PSICOTERAPEUTA di fare la sorella, più grande di lui, le dice che ha 30 anni mentre lui fa suo padre, più alto di tutti)

PSICOTERAPEUTA: E tu?
(Blake fa anche se stesso con la creta, più piccolo, ma - dice - con le gambe lunghe. Poi le dispone come sono, a seconda di dove abitano, e dice che anche sua sorella vive da un'altra parte, e anche la nonna, e insieme abitano solo lui e la madre).

PSICOTERAPEUTA: Ecco, bene. Ora io ti metto davanti a ognuno di loro e vorrei che tu dicessi a ciascuno una cosa che ti piace e una che non ti piace di loro.
(con la madre):

B.: Mi piace quando tu mi porti in città e mi porti in un sacco di posti, come a giocare a basket o da altre parti e non mi piace quando magari ho fatto una cosa sbagliata e tu mi rimproveri e parli, parli parli....

(Poi con il padre):
B.: Mi piace quando passi del tempo con me, cioè quando hai tempo di passare del tempo con me e lo usi saggiamente...

PSICOTERAPEUTA: come scusa?...

B.: Saggiamente, bene e non mi piace quando non hai molto tempo da passare con me....

PSICOTERAPEUTA: Bene, ora se mi permetti li mettiamo tutti via., va bene se li mettiamo qui nel sacchetto?

B.: Sì

PSICOTERAPEUTA: E ora ti do quest'altro pezzo di creta e mi fai vedere con questo martello come ti senti quando non puoi dire qualcosa

B.: Mi sento frustrato

PSICOTERAPEUTA: Ecco, puoi farmi vedere con il martello come è essere frustrato?

(B. batte, ma piano e PSICOTERAPEUTA lo invita a battere anche più forte)
B.: Non voglio rovinare il tavolo

PSICOTERAPEUTA: No, stai tranquillo, il tavolo è solido. Possiamo metterci sopra anche la balena?

B.: Sì
PSICOTERAPEUTA: Possiamo immaginare qualcosa, una situazione in cui come dici ti senti frustrato?

B.: Quando voglio fare qualcosa che per me è importante e non vengo preso sul serio....

PSICOTERAPEUTA: Ora dillo! Mamma....

B.: Voglio che mi prendi sul serio!

PSICOTERAPEUTA: E' difficile dirlo?

B.: A mia madre riesco a dirlo ma ad altri non tanto...

PSICOTERAPEUTA: Questo succede spesso, sai, che magari uno vuol dire una cosa a qualcuno ma poi finisce che lo dice solo alla mamma, succede anche a te?

B.: Sì, forse mi arrabbio con lei, qualche volta, per cose che magari sono successe con altri.., per esempio quando sono da mio padre e magari non è andata bene come volevo non lo dico a lui, e allora poi mi arrabbio con mia madre perché con lui non posso. lo so...

PSICOTERAPEUTA: E ti dispiace?

B.: Sì...

PSICOTERAPEUTA: anche questo succede anche ad altri bambini sai... e cosa succederebbe se lo dicessi a lui?

B.: Magari niente ma non voglio rischiare....

PSICOTERAPEUTA: E allora poi cosa succede?

B.: La maggior parte delle volte succede che lei prova a calmarmi ma in quel momento io sono furioso e lei non ci riesce e poi quando io sto meglio e vado da lei, è lei che sta male e allora continua così...

PSICOTERAPEUTA: Vedi che è importante riuscire a dire come ti senti se no poi tutto resta dentro di te... È importante tirar fuori le cose per poter stare meglio. Forse possiamo trovare insieme qualcosa e tu puoi pensare a delle cose che ti possono far stare meglio.

(PSICOTERAPEUTA prende un Block notes e una penna)
PSICOTERAPEUTA: Facciamo un elenco...

B.: Il basket

PSICOTERAPEUTA: Quando giochi riesci a pensare che stai tirando fuori una cosa che ti fa arrabbiare?

B.: Si qualche volta lo faccio e divento aggressivo, quando sono furioso...

PSICOTERAPEUTA: Be' non è importante dire necessariamente il perché... e poi...?

B.: Guardare la tv

PSICOTERAPEUTA: Io pensavo più a cose che ti fanno tirar fuori la furia, perché con la tv si tende più a dimenticare

B.: Già, allora....

PSICOTERAPEUTA: Scrivere, per esempio, su un foglio di carta "sono furioso" e poi strapparlo? Strappare altre cose come le riviste? Vecchie però eh?...!

B.: Sì, e anche dare un calcio ai cuscini

PSICOTERAPEUTA: Ah, bello questo...

B.: Sì! tirare i cuscini contro il muro, o anche gli animali di peluche

PSICOTERAPEUTA: bene, ne hai?

B.: Sì quelli di quando ero piccolo
Ecco ora ti do questa lista e magari tu puoi tenerla da una parte e aggiungere altre cose e poi tirarla fuori quando ti serve, quando sei arrabbiato, per fare qualcosa per te, in privato, in segreto, ok?

B.: Si , va bene...

 
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