Centro Naima - Resistenza - Centro di Psicoterapia Infantile Campano Naima

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Centro Naima - Resistenza

Terapia

Ci sono bambini che non hanno coscienza di fare resistenza, e sono così inibiti e chiusi da avere bisogno in prima istanza di dedicarsi ad attività sicure, che possano aiutarli a liberare il processo immaginativo. Per questo, riteniamo, sia necessario dedicare un periodo di tempo a carcare di stabilire una forte alleanza terapeutica utile a favorire fiducia ed affidamento. I bambini diventano più aperti con l’accrescersi della fiducia e cominciano a rischiare con il rafforzarsi del loro senso del sé.

Quando il bambino comincia a esprimersi senza difficoltà attraverso il materiale fantastico e i vari tipi di proiezioni espressive, le varie tecniche hanno fra i loro obiettivi primari quello di ricondurlo con dolcezza alla realtà della sua vita, facendo in modo che si riappropri e accetti le parti di sé che ha esposto, affinché possa cominciare a provare un nuovo senso di identità, di responsabilità e di autosostegno. Questo è difficile per molti bambini. È necessario quindi provare continuamente a condurre il bambino dalle espressioni simboliche e dal materiale fantastico alla realtà e alle sue esperienze di vita.

Una delle tecniche più efficaci nell’aiutare i bambini a superare i blocchi, è chiamata modeling. Essa consiste nel fare per primi la cosa richiesta, così che, per il bambino, risulti più facile ripetere, copiando. In una sessione sia individuale che di gruppo, se il terapeuta fa la stessa cosa che chiede ai bambini, anche loro la faranno. Se dopo 2 o 3 tentativi un bambino non trova un disegno nel suo scarabocchio, il terapeuta può farne uno lui. Questo processo di modellamento aiuta la rottura delle resistenze.

L’approccio del bambino al disegno, ad esempio, spesso è uguale al suo processo nell’affrontare la vita. Se è incerto, è forse la stessa incertezza che ha nell’affrontare le cose, specialmente quelle nuove. Se quindi un bambino si dimostra estremamente ansioso riguardo al disegno, non è necessario forzarlo a disegnare. Si potrà passere ad un’altra attività, sperimentare un’altra tecnica o cambiare materiale.

Sopra ogni cosa i bambini mettono in atto difese e resistenze a ragion veduta. Essi fanno ciò che si fa per sopravvivere, per autoproteggersi. Hanno imparato dalle realtà caotiche nelle quali sono coinvolti e dalla scuola, spesso così dura, cieca e indifferente, che devono fare il possibile per badare a se stessi, per proteggersi dalle intrusioni.

Quando un bambino comincia ad avere fiducia, comincia anche ad aprirsi e a mostrarsi più vulnerabile. Dopo la diffidenza iniziale, il bambino si lascerà andare, ma ciò non significa che non si incontreranno più resistenze. Esse appariranno ogni qual volta il bambino percepirà come difficile, troppo faticoso o addirittura pericoloso andare avanti, grazie alla tecnica ed al processo, verso la consapevolezza, al di là del suo muro di protezione. Ma in questo muro di resistenza è sempre possibile trovare un nuovo varco che si apre su nuovi orizzonti di crescita.

Questo è assimilabile a ciò che Fritz Perls chiamava “impasse”. Quando giungiamo all’impasse, siamo testimoni del processo di abbandono delle vecchie strategie da parte della persona, la quale si sente come se non avesse più sostegno. Spesso fa di tutto per evitarlo - fugge oppure aumenta la confusione. Quando sappiamo riconoscere l’impasse per ciò che è, possiamo prevedere che il bambino è sulla soglia di un nuovo modo di essere, di una nuova scoperta. Dunque ogni qualvolta la resistenza mostra il suo volto, sappiamo che non stiamo incontrando una rigida linea di demarcazione, ma un’area dai confini estensibili.

brano tratto da:: Oaklander V., Windows to Our Children: A Gestalt Therapy Approach to Children and Adolescents, Gestalt Journal Pr, 1988.

 
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