Centro Naima - Due casi di Disturbo da Deficit dell'Attenzione / Iperattività - Centro di Psicoterapia Infantile Campano Naima

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Centro Naima - Due casi di Disturbo da Deficit dell'Attenzione / Iperattività

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Marco è un bambino di 11 anni portato per una consulenza dai suoi genitori per problemi che sono presenti “da quando è nato”.

È descritto come socialmente immaturo ed ha sempre avuto difficoltà nel fare amicizia. Sua madre lo vede infelice; suo padre deconcentrato e pigro. Questo anno scolastico è particolarmente duro. Si fa riprendere e sembra sempre fare e dire la cosa sbagliata.

Marco è stato un neonato “stressante”. Non dormiva mai ed urlava molto. I primi atti fisiologici del suo sviluppo sono stati però normali. Come bambino era “tendenzialmente tranquillo”.

Nel primo anno di scuola aveva difficoltà a rimanere fermo e si attaccò ad alcuni giocattoli, preferendo giocare ripetutamente con gli stessi giochi. Ha sempre avuto difficoltà con i cambiamenti e le transizioni (per esempio cambiare la disposizione dei posti per la cena poteva farlo cadere in preda al panico).
Da un punto di vista scolastico, la scuola elementare fu senza sorprese. Marco manteneva una buona media, ma i suoi voti calarono nelle classi successive. Suo padre era molto esigente e riteneva che Marco costantemente perdesse tempo quando studiava, sognando invece di concentrarsi sui compiti. Il suo comportamento distratto fu evidente quando entrò nella squadra di pallacanestro. Suo padre era allenatore in seconda e osservava che Marco “era smarrito in campo” ed era socialmente meno maturo degli altri. Aveva uno scarso contatto visivo e mancava di capacità sociali. Non partecipava agli scherzi e non si univa ai compagni di squadra.

La madre di Marco dice che, di solito, inizia la scuola in modo positivo, ma quando il lavoro diventa più difficile e complesso, egli diventa disorganizzato. Durante i pasti Marco ha difficoltà a seguire la conversazione. In estate ha meno problemi, poiché è un buon atleta e passa molto tempo nelle attività sportive. Tuttavia, in campeggio si fece solo un amico e da quando ha cominciato a dormire fuori casa per i raduni all’età di 8 anni, non ha mai sviluppato relazioni sociali. Il direttore del campeggio riportava che Marco era inflessibile, diceva cose stupide ed aveva difficoltà a seguire le istruzioni.

La madre di Marco, di 40 anni, ha una specializzazione in audiologia. Suo padre, di 41 anni, si è laureato presso un’università prestigiosa ed è un affermato banchiere. Il matrimonio viene descritto come eccellente, e Marco sembra essere l’unico motivo di conflitto. Suo padre è deluso ed irritato con lui, e sua madre è protettiva e preoccupata. Ci sono due fratelli più giovani, di 9 e 7 anni, che non hanno alcun problema emotivo.

Marco è stato costretto da sua madre a sottoporsi alla vista psicologica. Dice che ha difficoltà a fare amicizia e non va così bene a scuola come vorrebbe. Le sue materie preferite sono la matematica e l’inglese, anche se il rendimento è scarso in entrambe. Dice di litigare coi suoi genitori e che le critiche di suo padre lo fanno piangere. Teme che l’essersi sottoposto ad una visita psicologica significhi che è pazzo. Afferma che non ha problemi di sonno, che il suo appetito è eccellente, e che ama guardare la televisione per ore, soprattutto gli avvenimenti sportivi. Non ha amici e passa i fine settimana da solo. Non riesce a capire perché non piace alle persone. A scuola riconosce che è difficile mantenere l’attenzione, ed ammette di distrarsi mentre l’insegnante parla. Al campeggio le cose vanno bene quando pratica sport, ma non ha amici stretti. Preferisce il tennis agli sport di squadra perché “è più facile stare attenti quando si sa che la palla sta sempre venendo da te”. Desidererebbe che fosse più semplice fare amicizia, che lui e suo padre la smettessero di litigare, e che potesse alla fine diventare un giocatore professionista di pallacanestro.

I rapporti scolastici dichiarano costantemente che Marco ha scarse capacità organizzative. È capace di star seduto per 10 o 15 minuti, ma spesso beve acqua o chiede di recarsi al bagno. Ha una scarsa concentrazione. Nelle lezioni individuali ottiene risultati migliori ed è valutato come brillante dal suo insegnante. Non vengono riportati problemi disciplinari a scuola.

La versione per insegnanti della scala di valutazione Teacher di Conners (1990), che valuta l’iperattività, l’impulsività, e l’attenzione, fu completata da parecchi dei suoi insegnanti. Indicarono che aveva una limitata capacità di attenzione, che era facilmente distraibile, sognava ad occhi aperti per molto tempo, e costantemente non riusciva a finire i compiti che aveva iniziato. I dati dei test neuropsicologici indicarono problemi con l’attenzione e la velocità di esecuzione. Andò male al test per le relazioni spaziali, un compito cronometrato, complesso che richiedeva l’elaborazione rapida dell’informazione. Andò male anche nel test costituito dal seguire indicazioni date a voce che richiedevano minuziosità sia visiva che verbale. Ad un test di memoria e di cultura andò bene nei compiti di memoria che erano significativi, ma male ai test di memoria di informazioni connesse a caso.


Discussione sul caso

I problemi di Marco sembrano rientrare in due categorie: ha difficoltà a concentrarsi e a mantenere l’attenzione e socialmente è immaturo ed incapace di fare amicizia. È probabile i suoi problemi di attenzione e concentrazione contribuiscano alle difficoltà sociali. In osni caso, i suoi problemi sociali non sono sufficientemente gravi da prendere in considerazione un Disturbo Pervasivo dello Sviluppo e non è evidente.

I problemi di Marco con l’attenzione e la concentrazione si sono resi manifesti fin dall’inizio della scuola. Negli anni ha mostrato difficoltà a prestare attenzione ai particolari, a mantenere attenzione a compiti particolari, ad ascoltare le istruzioni, e a finire ciò che aveva iniziato. In più, sembra essere facilmente distraibile. Questi sono i sintomi dell’attenzione richiesti per la diagnosi di Disturbo da Deficit di Attenzione/lperattività.

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Eddie, di 9 anni, viene inviato ad uno psichiatra infantile su richiesta della scuola, per le difficoltà che crea in classe.

È stato sospeso due volte nell’anno in corso. La sua insegnante lamenta che è così irrequieto che i suoi compagni di classe non sono capaci di concentrarsi. Non riesce a stare seduto, ma gironzola per la classe, parlando agli altri bambini mentre stanno lavorando. Quando l’insegnante riesce a farlo stare seduto, giocherella con le mani ed i piedi e lascia cadere oggetti sul pavimento. Non sembra mai sapere che cosa sta per fare, ed improvvisamente può muoversi o agire in maniera stravagante. L’ultima sospensione è stata motivata dall’essersi dondolato dall’impianto della luce fluorescente sopra la lavagna. Poiché era incapace di scendere, la classe fu messa in trambusto.

Sua madre dice che il comportamento di Eddie è stato difficile fin da quando era piccolo, e che a 3 anni era insopportabilmente irrequieto ed esigente. Dormiva sempre poco e si svegliava prima di tutti. Quando era piccolo, “saliva su qualsiasi cosa”, in modo particolare al mattino presto, quando si svegliava alle 4:30 o alle 5:00 e scendeva al piano di sotto da solo. I suoi genitori al risveglio trovavano il soggiorno o la cucina “demoliti”.

Quando aveva 4 anni, riuscì ad aprire la porta dell’appartamento e si allontanò in una strada principale transitata, ma, fortunatamente, un passante lo salvò dal traffico che veniva in senso opposto. Fu rifiutato da un programma prescolastico a causa del suo comportamento; alla fine, dopo un anno molto difficile all’asilo, fu ammesso ad un programma comportamentale speciale per il primo ed il secondo anno. È ora in una classe normale per la maggior parte delle materie, ma passa molto tempo in una stanza di recupero con un’insegnante di sostegno. Quando è in classe è incapace di partecipare ai giochi, perché non può aspettare il suo turno.

I test psicologici hanno dimostrato che Eddie ha una capacità media, ed i suoi risultati sono solo lievemente al di sotto dei livelli previsti.
La sua capacità di concentrazione è descritta dallo psicologo come “praticamente inesistente”. Non ha interesse per la TV, non gli piacciono i giochi o i giocattoli che richiedono attenzione o pazienza. Non è molto richiesto dagli altri bambini, ed a casa preferisce stare fuori, a giocare con il suo cane o andare in bicicletta. Se passa il tempo con i giocattoli, i suoi giochi sono disordinati e distruttivi, e sua madre non riesce a convincerlo a mettere le sue cose in ordine.


Discussione sul caso

Il comportamento di Eddie evidenzia la disattenzione, l’impulsività, e l’iperattività caratteristiche del Disturbo da Deficit di Attenzione/lperattività. Soprattutto mostra i sintomi dell’iperattività/impulsività: Eddie spesso ha difficoltà a rimanere seduto, è agitato, corre di qua e di là e si arrampica quando ciò è pericoloso o inappropriato, ed ha difficoltà ad aspettare il suo turno. Mostra anche alcuni sintomi di disattenzione: non riesce a mantenere l’attenzione, non sembra ascoltare ciò che gli stanno dicendo, e solitamente rifiuta le attività che richiedono pazienza ed attenzione.

La diagnosi di Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività richiede che alcuni dei sintomi caratteristici siano presenti in due o più situazioni, come a scuola e a casa, per evitare di attribuire la diagnosi ai casi in cui il comportamento disturbato è apparentemente situazione-specifico. In questo caso, è chiaro che il comportamento disturbato di Eddie si manifesta sia a casa che a scuola. La diagnosi richiede anche che l’esordio dei sintomi sia anteriore ai 7 anni di età. Nel caso di Eddie, i sintomi apparentemente iniziarono quando aveva 3 anni.

Vi sono tre tipi di questo disturbo: con Disattenzione Predominante, con Iperattività-Impulsività Predominanti, e Tipo Combinato. In questo caso il tipo adeguato dovrebbe essere quello con Iperattività-Impulsività Predominante.



brano tratto dal DSM IV TR, American Psychiatric Association, Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, Text Revision con Casi Clinici, Masson 2007

 
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