Disturbo Ossessivo-Compulsivo - Centro di Psicoterapia Infantile Campano Naima

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Disturbo Ossessivo-Compulsivo

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Le ossessioni sono pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti, in qualche momento nel corso del disturbo, come intrusivi o inappropriati e che causano ansia o disagio marcati. Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi (per es., lavarsi le mani, riordinare, controllare) o azioni mentali (per es., pregare, contare, ripetere parole mentalmente) che la persona si sente obbligata a mettere in atto in risposta ad un’ossessione o secondo regole che devono essere applicate rigidamente

I comportamenti o le azioni mentali sono volti a prevenire o ridurre il disagio o a prevenire alcuni eventi o situazioni temuti; comunque questi comportamenti o azioni mentali non sono collegati in modo realistico con la quotidianità, ma sono designati a neutralizzare o a prevenire paure.

Le ossessioni o compulsioni causano disagio marcato, fanno consumare tempo (più di 1 ora al giorno) o interferiscono significativamente con le normali abitudini della persona, con il funzionamento lavorativo (o scolastico) o con le attività o relazioni sociali usuali.


Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo in età evolutiva


Fino a tempi recenti si riteneva che il Disturbo Ossessivo compulsivo fosse raro in età evolutiva, ma la metà degli adulti in trattamento per questo disturbo riportano l’insorgenza del disturbo durante l’infanzia. Nei maschi sembra prevalere l’insorgenza del disturbo in età prepuberale, nelle femmine durante l’adolescenza

Il DOC può interferire con il normale adattamento nelle fasi di sviluppo: compromettere le relazioni con i pari, la famiglia, le prestazioni scolastiche. Una diagnosi precoce e un trattamento adeguato possono potenzialmente prevenire una strutturazione del disturbo in età adulta.

Il DOC nei bambini e negli adolescenti ha caratteristiche assai simili alla patologia presente negli adulti: i criteri diagnostici del DSM-IV sono gli stessi ad eccezione del criterio dell’insight: i bambini non riconoscono come irragionevoli e causate da un disturbo psichiatrico le loro ossessioni e compulsioni.

Le ossessioni più comuni in età pediatrica:

   * Paura di contaminazione;
   * Farsi o fare del male a qualcuno, in particolare ai famigliari;
   * Bisogno impellente di simmetria ed esattezza.

Le compulsioni più comuni in età pediatrica:

   * Eccessivo lavaggio o pulizia;
   * Controllo;
   * Contare;
   * Ripetere;
   * Toccare;
   * Raddrizzare, direzionare.

I sintomi cambiano nel corso della malattia, spesso senza una modalità o una progressione chiara, inoltre anche un bambino può avere più di un sintomo nello stesso momento.

In età evolutiva sono frequenti comportamenti ripetitivi che possono essere considerati caratteristiche normali: essi hanno una funzione di controllo e di aumento della padronanza. Solitamente questi comportamenti spariscono intorno ai 7 anni di età e sono sostituiti con un hobby o con la focalizzazione su un interesse specifico. Il comportamento DOC è invece distinguibile in funzione del tempo (provoca consistente perdita di tempo), del contenuto (bizzarro ed inusuale) e della severità (provoca stress e frustrazione).


Il ruolo della famiglia

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo causa una grande sofferenza in chi ne soffre, ma anche la famiglia è inevitabilmente coinvolta nella malattia. Quando il malato è un bambino, la sofferenza, la preoccupazione e l’incapacità dei genitori di aiutare il proprio figlio può portarli a peggiorare la situazione.

I genitori spesso assumono o un atteggiamento di protezione (aiuto e sostegno durante i rituali) o un atteggiamento colpevolizzante e di rifiuto. Questi comportamenti sono entrambi altamente disfunzionali e tendono a mantenere la malattia. Chiariamo: il DOC non è causato da problematiche presenti in famiglia, ma le modalità con le quali la famiglia reagisce ai sintomi della patologia possono influire sul disturbo, così come i sintomi possono causare elevati livelli di disagio e molti problemi per i famigliari.

I famigliari si sentono quasi sempre frustrati e confusi rispetto ai sintomi della malattia e non sanno come aiutare coloro che amano. L’istinto, infatti ci dice che quando il nostro bambino soffre o ha paura noi lo proteggiamo; quando disobbedisce o fa i capricci lo sgridiamo o lo puniamo. Ma quando nostro figlio piange e si dispera perché le sue mani non sono abbastanza pulite pur avendole lavate da poco come possiamo aiutarlo quando l’origine del problema o del pericolo sembra essere il bambino stesso?

La conoscenza delle caratteristiche della patologia da parte dei famigliari è fondamentale.

In questo modo i genitori possono imparare modalità di intervento in grado di facilitare la miglior aderenza possibile al programma di cura sia dal punto di vista psicoterapeutico che farmacologico e possono assumere un validissimo ruolo di coterapeuti nel trattamento del DOC.


Fonte: www.ansiasociale.it

 
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