Centro Naima - Disturbo da Movimenti Stereotipati - Centro di Psicoterapia Infantile Campano Naima

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Centro Naima - Disturbo da Movimenti Stereotipati

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La caratteristica fondamentale del Disturbo da Movimenti Stereotipati è un comportamento motorio che è ripetitivo, spesso apparentemente intenzionale, e afinalistico. Questo comportamento interferisce notevolmente con le attività normali o causa lesioni corporee autoprovocate che sono sufficientemente rilevanti da richiedere trattamento medico (oppure potrebbe causare tali lesioni se non venissero usate misure protettive). Se è presente Ritardo Mentale, il comportamento stereotipato o autolesivo è sufficentemente grave da diventare oggetto di trattamento. Il comportamento non è meglio attribuibile ad una compulsione (come nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo), ad un tic (come nei Disturbi da Tic), ad una stereotipia che faccia parte di un Disturbo Pervasivo dello Sviluppo o allo strappamento di peli (come nella Tricotillomania). Il comportamento non è neppure dovuto agli effetti fisiologici diretti di una sostanza o di una condizione medica generale. I comportamenti motori devono persistere per almeno 4 settimane.

I movimenti stereotipati possono includere: far cenni con le mani, dondolarsi, giocherellare con le mani, con le dita, o con oggetti, sbattere la testa, morsicarsi, pizzicarsi la cute o gli orifizi corporei, o colpire varie parti del proprio corpo. Talvolta il soggetto usa un oggetto per mettere in atto questi comportamenti. I comportamenti possono causare danni tissutali permanenti e invalidanti e possono talvolta essere potenzialmente letali. Per esempio, sbattere o urtare la testa in modo grave può portare a tagli, sanguinamento, infezioni, distacco di retina e cecità.

Il clinico può specificare Con Comportamento Autolesivo se il comportamento causa lesioni corporee che richiedono trattamento specifico (o potrebbe causare lesioni corporee se non venissero usate misure protettive).

Il soggetto (specie un soggetto con sindrome di Lesch-Nyhan) può sviluppare metodi di autocontenzione (per es., tenere le mani dentro la camicia, i pantaloni, o le tasche) per tentare di controllare i comportamenti autolesivi. Quando qualcosa interferisce con l’autocontenzione, i comportamenti si manifestano nuovamente.

Se i comportamenti vengono reputati eccessivi o repellenti dagli altri, vi possono essere complicazioni psicosociali dovute all’esclusione del soggetto dalle attività sociali e della comunità. Il Disturbo da Movimenti Stereotipati si manifesta molto comunemente in associazione col Ritardo Mentale. Più grave è il ritardo, maggiore è il rischio di comportamenti autolesivi. Il disturbo si può manifestare anche in soggetti che non presentano un ritardo dello sviluppo (per es., soggetti con dondolio associato a Disturbo da Ansia Generalizzata). Questo disturbo può anche manifestarsi in associazione con gravi deficit sensoriali (cecità e sordità), e può essere più comune in ambienti istituzionali in cui il soggetto non riceve sufficiente stimolazione.

Comportamenti autolesivi si manifestano in certe condizioni mediche generali associate col Ritardo Mentale (per es., sindrome dell’X fragile, sindrome di Down, sindrome di de Lange, e specialmente sindrome di Lesch-Nyhan, che è caratterizzata da gravi morsicature autoinflitte).

Non vi è un’età o una modalità tipica di esordio del Disturbo da Movimenti Sterotipati. L’esordio può far seguito ad un evento ambientale stressante. In soggetti affetti da Ritardo Mentale Grave e privi di linguaggio, i movimenti stereotipati possono essere innescati da una condizione medica generale dolorosa (per es., un’infezione dell’orecchio medio che porta a sbattere il capo).

I movimenti stereotipati hanno spesso un picco nell’adolescenza e poi declinano gradualmente. Comunque, specie nei soggetti con Ritardo Mentale Grave o Gravissimo, i movimenti possono persistere per anni. La focalizzazione di questi comportamenti spesso si modifica (per es., una persona può dedicarsi alla morsicatura delle mani, che poi può recedere, mentre può comparire lo sbattimento del capo).


brano tratto dal DSM IV TR, American Psychiatric Association, Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, Text Revision con Casi Clinici, Masson 2007

 
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