Centro Naima - Caso Clinico - Centro di Psicoterapia Infantile Campano Naima

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Centro Naima - Caso Clinico

Terapia


Dati personali ed invio

Alice ci viene inviata dal pediatra con una diagnosi di stipsi ostinata , è una bimba di 4 anni e mezzo, e arriva da noi dopo aver eseguito varie cure farmacologiche. Frequenta l'asilo da un anno. Vive da poco, presso la casa dei nonni paterni con i genitori e la sorellina di 6 mesi.

Problema presentato


È prassi vedere al primo colloquio entrambi i genitori del bambino, ma nel caso di Alice, al primo colloquio si presenta solo la mamma, giustificando l'assenza del marito per motivi di lavoro.
La signora appare molto stanca, ha il viso segnato e molto pallido; confermerà questo nel corso del colloquio e apprenderò che ha da poco avuto un bambina, cosa che la ha affaticata molto poiché la bambina è nata prematura ed è dovuta stare in incubatrice, per cui lei è stata in ospedale insieme alla piccola. Sembra molto diffidente e restia a parlare; è seduta sulla punta della sedia, appare molto rigida. Inizia a parlare dicendo che è giunta da noi grazie al consiglio del pediatra della sua bambina, che si fida molto di lui, ed è per questo che si è decisa a venire.
Così la signora inizia ad illustrare la situazione di Alice, dice che la cosa è diventata ingestibile, che è sempre stata stitica, anche se da piccola "ne faceva un bel montone", ma che attualmente la situazione è molto peggiorata e che la difficoltà di Alice è aumentata perché oggi è anche terrorizzata dall'idea di andare in bagno, non vuole assolutamente che le si tocchi il culetto, ha paura dei clisterini e delle supposte, ha paura di sedersi sul wc o sul vasetto poiché quando fa la cacca sente dolore, e così passano giorni e giorni senza che lei evacui e così l'ansia in casa aumenta, poiché più passa il tempo, più la cacca si indurisce, più sarà poi difficile gestire la cosa. Alice in questi momenti si trasforma, il visetto le diventa pallido, la pancia dura, l'alito cattivo e poi è più nervosa, intrattabile e capricciosa; aggiungerà (testuali parole): "Io non voglio darle continuamente farmaci e somministrarle ancora clisterini, so cosa significa essere stitica, io ne soffro sin da bambina. sono stanca, per questo sono venuta qui".
Le chiedo di descrivere un po' Alice e lei presenta Alice in maniera abbastanza dettagliata: "è una bambina testarda, molto testarda, è dura come la pietra (in seguito a queste parole mi viene in mente che l'associazione alla cacca di Alice è molto calzante e immagino che il corpo di Alice stia riflettendo il suo stesso carattere, penso alla fase anale, alla fissazione, al carattere oppositivo) sa quel che vuole, decide lei come vestirsi e quando lavarsi, e quando si mette in testa una cosa nessuna gliela la toglie, sin da piccola è stata così, pensi che già dall'età di un anno preferiva mangiare da sola, è molto matura per la sua età, ma da quando è nata la sorellina è più capricciosa, … (penso alla voglia di questa bimba di imporsi, di farsi vedere, di recuperare il posto che per anni era stato solo suo), poi aggiunge: mi è stato detto che la causa della stipsi di Alice potrebbe essere anche psicologica e che forse con un percorso di terapia le cose potevano migliorare…".
Chiedo alla signora sulle modalità attraverso la quale è stata educata Alice sul controllo degli sfinteri, mi spiega che al primo tentativo di togliere il pannolino ad Alice ci sono state difficoltà, poiché, la piccola si fece la pipì addosso e il papà la derise un po', lei diceva "non ridere, non ridere", e dopo volle di nuovo il pannolino, e che poi, nel periodo in cui lei era in ospedale con la bimba piccola, proprio perché era difficile per i parenti gestire Alice con i pannolini, si era deciso di toglierglielo e che la cosa era stata accettata dalla bimba con buon grado.
La signora nell'andare via a fine colloquio, mi dice che la bambina è troppo matura per la sua età e che ha accumulato troppo per la sua età, (anche questa volta l'idea di accumulare mi fa venire in mente la cacca che Alice accumula dentro di sé).

Contratto iniziale

Con la  signora concordo sulle modalità e sui tempi del lavoro con la bambina. Vedrò la piccola Alice da sola per quattro incontri, una volta alla settimana per 50 minuti ogni volta, e le spiego che l'obiettivo di questi primi 4 incontri sarà di conoscenza reciproca e di alleanza, le dico inoltre che al termine dei 4 incontri si programmerà un ulteriore incontro con i genitori per informarli rispetto al materiale emerso e sul possibile piano trattamentale.

Storia familiare del paziente

Alice è la prima figlia di una giovane coppia, ha una sorellina di sei mesi, il papà è un graduato che ha da poco avuto il trasferimento, infatti Alice, la moglie e lui hanno vissuto al nord per tre anni in un monolocale, in attesa del trasferimento, la mamma è casalinga a tempo pieno. Attualmente vivono in casa dei genitori paterni, la loro sistemazione è momentanea, dormono tutti e quattro in un'unica stanza in attesa della conclusione dei lavori nella casa nuova.
La signora sostiene di avere un buon rapporto con Alice, che quella di Alice, al contrario della seconda, è stata una gravidanza desiderata, ma che Alice gioca di più col papà, sostiene inoltre che Alice non ha reagito molto bene alla nascita della sorellina e che mostra evidenti segni di gelosia ed aggressività al punto da descrivere un episodio dove Alice ha morsicato la mano della sorellina.
Il papà di Alice è una persona molto composta, è molto alto, sembra cortese ma distaccato, anch'egli è molto preoccupato per Alice, dice che non sa che modi usare per risolvere il problema, (questa frase mi colpisce, poiché iegli dà l'idea di essere un uomo tutto d'un pezzo, uno che sa sempre cosa fare e come è meglio e più giusto fare), vuole consigli perché lui ormai ha tentato tutto. Entrambi mi sembrano disponibili verso questo percorso, per loro stessa ammissione, sono convinti di aver sbagliato nel trattare il problema di Alice e vorrebbero sapere come recuperare.

Storia personale del paziente

Alice è nata al nord, e ha vissuto a stretto contatto con la mamma in un monolocale, per lunghi periodi  Alice e la mamma non uscivano da casa perché faceva freddo e perché il papà lavorava tutto il giorno, erano sempre da sole, tranne la sera e la domenica.
Il papà di Alice è descritto dalla moglie come molto severo e normativo, sostiene che da Alice pretende molto, le propone un modello educativo molto rigido, fatto di regole alle quali attenersi e alle quali Alice sembra soccombere suo malgrado, dice che lei non approva questo suo modo di fare, ma per evitare discussioni sta zitta (associo tutte queste informazioni all'immagine di Alice messa in un collegio per militari), più avanti nel corso dei colloqui con il papà di Alice, emergerà il desiderio di quest'ultimo di avere un figlio maschio.
Alice, dalla descrizione della mamma risulta essere una bambina che ha sempre tenuto a mostrarsi  autonoma e coraggiosa, che ha sempre mostrato una forte personalità, il papà infatti dice che spesso nei momenti di tensione (e soprattutto quando c'è da fare la cacca e Alice piange per la paura) le ripete che la paura non esiste, aggiunge, che è molto legata a lui, col quale gioca spesso e vede film paurosi e polizieschi (mi colpirà molto sentire che ad Alice una bimba così piccola si facciano vedere film di paura e che le si dica che la paura non esiste, sembra che Alice non sia vista né come piccola, né come femmina, e che le sia negato di sentire…).
Anche se sin da piccola Alice ha sofferto di stipsi oggi sembra che la situazione sia degenerata, la cacca di Alice è Ansia per tutti, nonni compresi, tutti i discorsi in casa ormai ruotano sul come, quando, dove Alice ha fatto cacca, Alice è brava se fa la cacca, è cattiva e tutti si arrabbiano se Alice non la fa. Ognuno ha un metodo nuovo da farle sperimentare e tutti attentano al suo culetto.

Apparenza fisica del paziente

Alice contrasta nettamente con l'immagine che era emersa dalla descrizione materna, dalla dura roccia emerge uno scricciolo biondo, una piccola creatura dai boccoli d'oro, vestita di rosa e fermaglietti a tinta, è attaccata alle gambe della mamma è non vuole assolutamente allontanarsene, spiego le regolette del posto, si può andare nella stanza dei giochi ma prima è necessario togliersi le scarpine per evitare di sporcare la moquette, Alice oppone una seria resistenza e solo la proposta di fare entrare anche la sua mamma nella stanza dei giochi la fa cedere.
Ho netta la sensazione che dietro l'apparente oppositività c'è dell'altro, la mamma è impaurita e non sarebbe troppo azzardato ipotizzare che quella stessa paura appartenga anche ad Alice.
Entriamo nella stanza e ad Alice dico che eccezionalmente può restare con le scarpe, mentre la mamma io e la collega le togliamo.
Entrate nella stanza ci siamo sedute ed è stato proposto più volte ad Alice di accomodarsi come voleva, Alice rifiuta caparbiamente e resta tutto il tempo ad osservare me e la mia collega che giochiamo con le bambole messe a disposizione, ogni proposta fattale è seguita da un gesto di diniego, starà in piedi tutto il tempo, non toglierà le scarpe ma non distoglierà lo sguardo da quello che facciamo nemmeno per un secondo, sembra incuriosita e divertita all'idea di vedere come giochiamo con le bambole.
Sentiamo di rispettare molto il limite che Alice ci ha dato, ed il primo incontro è servito a contenere le paure trasferiteci dalla bambina e dalla mamma, e a creare un contesto rassicurante in cui la bambina potesse sentire la possibilità di "stare".
Negli incontri successivi Alice pur mantenendo il suo assetto difensivo oppositivo e diffidente, si concede gradualmente la possibilità di partecipare ai nostri giochi, entrerà senza la mamma, accetterà di togliersi le scarpe, ma solo una volta entrata nella stanza dei giochi e vorrà rimettersele prima di uscire, (sembra che non voglia che la mamma la veda senza, infatti in sala d'attesa dirò con ingenuità che Alice ha tolto le scarpe nella stanza dei giochi, subito mi rendo conto dell'errore fatto, avevo confessato una "debolezza" che lei non voleva fosse svelata. Alice mi guarda e nega, diversamente, significherebbe che si è arresa, che ha fatto ciò che le è stato chiesto, che è stata buona…, non aggiungerò altro in merito all'argomento e in cuor mio spererò che quest'episodio non abbia intaccato la mia relazione con Alice).
Questi primi incontri sono stati un modo di misurarci reciprocamente, una sorta di incontro con i giubbini antiproiettili.
Si evince con chiarezza nel corso degli incontri che Alice ha poca esperienza di tenerezza, ci propone continuamente la sua durezza e la sua resistenza nella sfida.
Nel comportamento sintomatico, questo suo atteggiamento di sfida, potrebbe avere come lettura un NON CEDO, TRATTENGO, DEVO VINCERE IO, SONO PIU' FORTE IO, ma soprattutto NON MI FIDO.
Un altro aspetto emerso nel corso degli incontri è l'incapacità di Alice a rilassarsi, anche durante le attività esclusivamente ludiche come per esempio il disegnare, il giocare con le formine o semplicemente tenere una bambolina in braccio; è sempre tesa nel corpo e non poggia mai il culetto a terra.
Nel corso degli incontri Alice si è gradualmente aperta e affidata, la mamma ha riferito del piacere che Alice esprime nel venire da me, (osservo la mimica della signora e non sembra proprio contenta della cosa, mi ritorna in mente l'immagine di Alice attaccata alla mamma e la paura della mamma al primo incontro, io rappresento per la piccola un nuovo punto di riferimento…).
Alice mostra un particolare predilezione per il gioco con la plastilina, e sarà proprio attraverso questo strumento che la bimba mostrerà il suo "teatro" interno.
In particolare nel gioco della famiglia (un plastico creato con la plastilina dove i componenti sono rappresentati da pulcini e costruiti insieme alla bimba attraverso le sue descrizioni e arricchendolo nel tempo di particolari contenuti e significati), Alice ha proiettato tutto il suo mondo interno, familiare e relazionale.  Emergerà che Alice avverte il contesto familiare come cattivo e si percepisce al tempo stesso anch'essa come una bambina cattiva, che fa i dispetti.
La dinamica che mette in atto infatti sarebbe esplicitata dalla bambina in questo modo: io sono cattiva e quindi faccio la cattiva quando non faccio la cacca, papà si arrabbia e mi dà gli schiaffetti sul culetto, mamma alla fine si arrabbia con papà, e papà da gli schiaffetti anche a mamma.
L'intento della tecnica del plastico, sperimentata nelle sedute terapeutiche con Alice, è proprio quello di utilizzare il "Piccolo Professore" del piccolo paziente al servizio del Bambino Libero. Quel Piccolo Professore, che tanta parte ha avuto nella configurazione delle sue difese copionali può essere riattivato in funzione del Bambino Libero, nella creativa messa in scena di alcuni aspetti copionali in forma di drammatizzazioni. Spesso nelle rappresentazioni grafiche dei bambini riscontro tracce copionali, che sembrano riconfermare il limite precedentemente elaborato e poi vissuto; se il bambino riesce a riconfigurare in un modo nuovo e creativo il "vecchio programma di vita", a ritracciarlo e rintracciarlo nelle sue produzioni, ha senza dubbio utilizzato il Piccolo Professore in funzione del Bambino Libero ed ha pertanto arricchito di nuova informazione i propri sistemi della mente.

Il metodo

Creare un plastico è una tecnica diagnostica e terapeutica per l'età evolutiva, messa a punto allo scopo di facilitare il processo terapeutico, specie nelle prime fasi, con Alice che ha mostrato notevole difficoltà ad esprimersi, a comunicare a parole, i bisogni, o a parlare di sé e della propria vita.
In tal senso è stato possibile instaurare con Alice una particolare forma di "dialogo maieutico" (S.Attanasio 1992) con una struttura narrativa ricca di tracce colorate e parlate, durante la quale la piccola trasforma creativamente in forme di fantasia le parole, i vissuti. le sensazioni, le attribuzioni e ciò che ha caratterizzato la sua modalità autoidentificatoria in adattamento copionale.
Infatti, Alice per ridefinirsi nel ruolo copionale di cattiva (BR), fa dispetto a mamma e papà trattenendo la cacca. A riprova di una sua intenzionalità inconscia rispetto alla suddetta dinamica, Alice nella stanza  sentendosi nel permesso di lasciarsi andare (permesso trasmesso attraverso contatti morbidi e rispettosi, attraverso l'uso del plastico dove si dava voce ad una famiglia di pulcini accoglienti e non giudicanti) la si osserverà allentare le tensioni corporee, vivendo lo spazio con disinvoltura.
Alla fine di ogni incontro fa capire, attraverso il suo atteggiamento, che fa fatica ad andare via dalla stanza e che vorrebbe trattenersi ancora (si farà strada dentro di me l'idea che Alice sperimenti proprio un'ansia da separazione).

Ipotesi diagnostiche

Nell'ipotesi considerate rispetto alla presenza del sintomo, la stipsi potrebbe essere vista come la conseguenza di un inadeguato modello educativo rispetto alla gestione ed al controllo sfinterico, come una modalità reattiva fisiologica e conseguente ai tanti cambiamenti avvenuti nella vita di Alice (la nuova casa, la nascita della sorellina, la nuova scuola), come l'unica possibile espressione di un disagio, di un conflitto intrapsichico sul fidarsi - non fidarsi, trattenere, lasciare andare, obbedire, disobbedire, essere buona, essere cattiva, rimanere bambina, crescere o come la somma di tutti questi fattori scatenanti.
Al Bambino Adattato si deve il complesso di scelte, elaborazioni, interpretazioni e comprensioni, "ridecisioni esistenziali", come migliori espressioni dell'adattamento alla vita, ai familiari e/o alle figure principali d'attaccamento.
Al suo Bambino Adattato sono ascrivibili i pattern comportamentali funzionali per consentire l'adattamento alle richieste delle figure d'accudimento;  "devi essere forte", "devi ubbidire", mentre il Piccolo Professore è la struttura psichica per mezzo della quale Alice, esprime l'empatia e l'intuizione creativa di creare il sintomo, la stipsi rappresenta per la piccola, "l'atto creativo" attraverso il quale esprime la sua ribellione, la sua esistenza di bimba piccola, e convoglia attraverso questo tutte le attenzioni riservate diversamente alla piccola sorellina.
Al Piccolo Professore, espressione dell'intelligenza intuitivo-empatica del bambino, anche inconsapevole o parzialmente consapevole specie nei primi anni di vita, si deve l'origine e la formazione sia del Bambino Adattato, sia degli abbozzi originari del Genitore. L'attivazione della funzione di tale componente strutturale della psiche di Alice, ha risentito sia delle pressioni esercitate dall'ambiente familiare, sia delle pressioni interne dovute al "sistema ricatto", alle convinzioni già strutturate, alle mappe di sé e del mondo che ha elaborato durante e a causa delle sue esperienze.
Il Piccolo Professore di Alice attiva ed esercita, in modo straordinario ed acuto, la propria funzione intuitiva, influenzato dalla pressione delle prime immagini e delle prime comprensioni che ha elaborato ed ha acquisito nell'interazione con l'altro. In tal modo il Piccolo Professore in Alice ha consentito di giungere ad una sintesi che ha il pregio di costituire un compromesso in grado di soddisfare il bisogno di attaccamento e quello di individuazione. Nel caso di Alice  il suo  particolare limite copionale che nella sua rigidità è divenuto sintomo, ha costituito la migliore strategia per adattarsi alle richieste del mondo circostante, gratificando in tal senso il bisogno di attaccamento, e rispondendo al tempo stesso al bisogno di individuazione attraverso la propria espressione personale, utilizzando anche se in modo distorto ed adattato, le proprie linee di forza.

Diagnosi DSM

F54 Fattore Psicologico Che Influenza Una Condizione Medica [316]
F93.0 Disturbo d'Ansia di Separazione [309.21]

Il Disturbo d'Ansia di Separazione può svilupparsi dopo qualche evento di vita stressante (per es., la morte di un parente o di un animale domestico, una malattia del bambino o di un parente, un cambiamento di scuola, un trasloco in un'altra zona, o un'immigrazione). L'esordio può avvenire anche nell'età prescolare e in qualsiasi momento prima dei 18 anni, ma l'esordio nell'adolescenza è raro. Tipicamente vi sono periodi di esacerbazione e remissione. In alcuni casi, sia l'ansia riguardo ad una possibile separazione che l'evitamento di situazioni che implicano separazione (per es., andare al college) possono persistere per molti anni. Comunque gran parte dei bambini con Disturbo da Ansia di Separazione risulta priva di Disturbi d'Ansia invalidanti nei follow-up prolungati.

Diagnosi differenziale

L'ansia di separazione può essere una manifestazione associata di Disturbi Pervasivi dello Sviluppo, Schizofrenia o altri Disturbi Psicotici. Se i sintomi del Disturbo d'Ansia di Separazione insorgono esclusivamente durante il decorso di uno di questi disturbi, non viene fatta una diagnosi separata di Disturbo d'Ansia di Separazione. Il Disturbo d'Ansia di Separazione è distinto da Disturbi Pervasivi dello Sviluppo per il fatto che l'ansia riguarda in modo prevalente la separazione da casa e dalle figure di attaccamento. Nei bambini o negli adolescenti con Disturbo d'Ansia di Separazione, le minaccie di separazione possono portare ad ansia estrema ed anche ad un Attacco di Panico. Diversamente dal Disturbo di Panico (Senza Agorafobia e Con Agorafobia), l'ansia riguarda la separazione dalle persone o da casa piuttosto che l'essere paralizzato da un Attacco di Panico inaspettato. Negli adulti il Disturbo d'Ansia di Separazione è raro e non dovrebbe essere ulteriormente diagnosticato se le paure di separazione sono meglio attribuibili ad Agorafobia nel Disturbo di Panico Con Agorafobia o ad Agorafobia Senza Storia di Disturbo di Panico. Le assenze ingiustificate da scuola sono comuni nel Disturbo della Condotta, ma l'Ansia di Separazione non è responsabile di assenze da scuola e il bambino di solito sta lontano da casa, piuttosto che tornarvi. Alcuni casi di rifiuto della scuola, specie nell'adolescenza, sono dovuti a Fobia Sociale o a Disturbi dell'Umore piuttosto che ad Ansia di Separazione. I bambini con Disturbo da Ansia di Separazione possono essere oppositivi quando vengano costretti a separarsi dalle figure di attaccamento. Si dovrebbe diagnosticare il Disturbo Oppositivo Provocatorio solo se il comportamento oppositivo si verifica in tempi diversi da quelli della separazione o nell'anticipazione di una separazione. Similmente, i bambini con Disturbo da Ansia di Separazione possono diventare depressi quando vengono separati o nell'anticipazione di una separazione. Un Disturbo Depressivo andrebbe diagnosticato solo se la depressione si verifica anche in altre occasioni. Diversamente dalle allucinazioni nei Disturbi Psicotici, le esperienze percettive inusuali nel Disturbo d'Ansia di Separazione sono di solito basate sulla dispercezione di uno stimolo in atto, si manifestano solo in certe situazioni (per es., di notte) e sono annullate dalla presenza di una figura di attaccamento. Per distinguere i livelli d'ansia di separazione adeguati al livello di sviluppo dalle preoccupazioni riguardanti la separazione clinicamente significativa del Disturbo d'Ansia di Separazione si deve usare la valutazione clinica.

Relazione con i criteri diagnostici per la ricerca dell'ICD-10

Gli item dei sintomi del DSM-IV e dell'ICD-10 sono quasi identici. I Criteri Diagnostici per la Ricerca dell'ICD-10 sono più ristretti, in quanto l'età all'esordio deve essere inferiore ai 6 anni e la diagnosi non può essere fatta se il quadro clinico è parte di un più ampio disturbo della sfera emozionale, della condotta, o della personalità. Nell'ICD-10, questo disturbo è riportato come Sindrome Ansiosa da Separazione dell'Infanzia.

Diagnosi secondo l'Analisi Transazionale

Considerando la suddivisione strutturale del B2, in Bambino Libero e Piccolo Professore che a sua volta può essere funzione del BL e funzione del BA.
Alice, intuiti gli aspetti emotivi della figura d'attaccamento, i suoi giudizi e se stessa nell'ambito di tale relazione, sembra che, sotto la pressione dei sentimenti ricatto in funzione dell'adattamento, il suo PP sia stato messo a parziale servizio del Bambino Adattato esprimendosi funzionalmente, attraverso il sintomo nel Bambino Ribelle.

Posizione esistenziale

La piccola Alice sembra occupare una posizione esistenziale del tipo:
Io non sono OK - Tu  non sei Ok

Analisi delle spinte

Sii forte
Sii perfetta
Compiaci

Matrice copionale

Devi essere forte
Devi obbedire
Non essere bambino

Controingiunzioni, programma e ingiunzioni ricevute dai propri genitori


PADRE

Controingiunzioni: devi esser obbediente, devi fare come dico io, devi essere forte   
Modello: la paura non esiste, l'ubbidienza e il coraggio sono fondamentali  
Ingiunzioni: non sentire, non essere un bambino, non essere te stesso

MADRE   

Controingiunzioni: Devi essere brava, Devi stare sempre con me   
Modello: Trattieni non parlare, accondiscendi, bisogna fidarsi solo della mamma   
Ingiunzioni: non sentire, non crescere, non fidarti


Diagnosi in gestalt

Alice ha mostrato uno scarso senso di sé, mantiene una postura rigida, richiama costante attenzione, non è in grado di giocare da sola.
La resistenza seppur considerata una risposta sana, sinonimo di un buon contatto, nel caso di Alice raggiunge livelli alti al punto da rendere il contatto impossibile nelle prime fasi.
La resistenza è stata una forte alleata per Alice ed è stata rispettata, quando Alice si è sentita sicura, la sua resistenza è diventata più leggera. La resistenza in Alice è stata il suo indice di livello di contatto, in senso inversamente propozionale.
Nella prima fase, nei primi episodi del sintomo di Alice si è ipotizzato un'interruzione sulla proiezione; nella fase dell'avvio di contatto, i suoi comportamenti segnale sono stati rabbia e oppositività, in questa fase sono stati proposti interventi di tipo proiettivo, esercizi corporei ed espressione diretta di sentimenti.
Nella fase più cronica del sintomo, si è ipotizzato una interruzione sulla confluenza, nella fase del ritiro dal contatto, evidenziabili nei comportamenti segnale di dipendenza e ansia da separazione.
In questa fase sono stati proposti interventi legati alla sensorialità, legati alla definizione ed alla percezione del sé, interventi di visualizzazioni di situazioni nuove e gestibili.

Osservazioni diagnostiche aggiuntive derivate dal lavoro fatto insieme: il plastico della famiglia dei pulcini

Nel momento in cui Alice utilizza il Piccolo Professore in funzione del Bambino Libero, crea una rappresentazione di alcuni specifici contenuti della memoria di sé in modo creativo e dunque con modalità assai diverse da quelle che, probabilmente, ha sperimentato fino a quel momento. Durante questo processo, ipotizzo che Alice inizi a percepire se stesso in modo nuovo sia per il tipo di azione che sta svolgendo, sia per il prodotto cui sta dando vita. Al tempo stesso rimanda tale vissuto di sé alla memoria remota, in questo caso Archeopsichica; l'Organo psichico, arricchito di nuova esperienza, modifica il colloquio del "polo interno" e organizza un nuovo modo di esprimersi dello Stato dell'Io relativo, in questo caso il Bambino.
Ogni aspetto della memoria remota, o Organo psichico, (affettivo, cognitivo o categoriale) è base di paragone e organizzatore della relativa percezione presente e della espressione in comportamenti, pensieri e affetti, in altre parole organizza i! rispettivo Stato dell'io che a sua volta percepisce e ricorda nel presente e rimanda il vissuto alla memoria remota. In questo modo gli organi psichici crescono lungo la vita (come ovvio dato che sono memoria elaborata dei successivi vissuti dell'individuo) rimanendo recuperabile come ben sappiamo, almeno per i momenti cruciali della vita.
Alice per mezzo del gioco e delle tecniche creative "si è vissuta come attrice primaria della propria analisi ridandosi i permessi fisiologici dell'età" ed esprime se stessa comunicando senza le richieste pressanti del G (ad esempio devi fare questa cosa bene, perfettamente, senza errori, attento a non sbagliare etc...), la sua creatività espressa, ha consentito di energizzare lo Stato dell'Io Bambino nel quale la piccola ancora si riconosce ed è riconosciuto socialmente.

Transfert e controtransfert

Davanti ad un bambino, ed in particolare con Alice, è stato utile tenere presente la disparità fisiologica del rapporto dovuta ai differenti Stadi evolutivi ed utilizzare tecniche e modalità di intervento che coinvolgono lo Stato dell'Io Bambino in cui è incentrato l'Io Reale della bambina. Nel setting con Alice è stata utilizzata una particolare forma di Reparenting fisiologico, che è risultata inevitabile in quanto si è stabilito un rapporto di attaccamento tra un adulto con l'Io Reale centrato nello Stato dell'Io Adulto e una bambina con l'Io Reale centrato nello Stato dell'Io Bambino.
Fin dal primo incontro, ho comunicato e mi sono rivolta ad Alice sia tenendo presente la disparità fisiologica dovuta ai differenti Stadi evolutivi, sia utilizzando in modo integrato tutti e tre gli Stati dell'Io al fine di adottare con lei transazioni specifiche. In tutto il percorso terapeutico ho utilizzato parallelamente transazioni specifiche a livello sociale e transazioni specifiche a livello psicologico. Per ciò che concerne il livello sociale della relazione, ho alternato transazioni A-A con transazioni B-B; con le prime ho inteso stimolare Alice ad utilizzare il proprio Adulto in formazione, per mezzo del fluire del colloquio, incentrato sugli eventi della settimana appena trascorsa, sulle sue attività, e soprattutto sulle attività terapeutiche svolte.
Nella relazione terapeutica con la piccola Alice si sono instaurate inevitabilmente transazioni G-B in quanto Alice non può che aver vissuto me come ulteriore figura identificatoria che agisce con transazioni di permesso e che fornisce protezione, sostegno, gratificazione e a volte, quando è necessario, regole e contenimento.
La storia di Alice raccontata dai genitori e il rapporto con lei, hanno elicitato in me alterne emozioni, nella fase di conoscenza (i primi incontri) ho vissuto con difficoltà i suoi ripetuti ed ostinati rifiuti, comprensibili nello stato adulto, ma sofferenti nel mio stato di Genitore Affettivo.
Successivamente forti sono stati i momenti di commozione dove riconosciuta dalla piccola come mamma affettiva, mi sono prestata nella piena consapevolezza di esserlo a tale ruolo, nutrendo subliminalmente il mio desiderio di esserlo nella realtà, e al tempo stesso, nutrendo quello di Alice, abbisognando in quel momento (la sua mamma è impegnata ad accudire la nuova arivata), di una mamma solo per lei, disponibile e accudente, fosse anche per un'ora alla settimana.

Piano del trattamento

  • Contratto iniziale

  • Primi 4 incontri: conoscenza/alleanza

  • Colloquio con i genitori

  • 1 Rassicurazione

  • 2 Esplorazione

  • 3 Restituzione e prospetto del piano trattamentale


  • Contratto

  • Prima fase: Affidarsi

  • Seconda fase: Confidarsi

  • Rilassarsi (allentamento delle tensioni e del controllo)

  • Permettersi (transazioni di permesso)

  • Apprendere (nuovo modello percettivo, di sé, degli altri, del mondo)

  • Indicazione Proposta di modello educativo meno normativo e coerente nella coppia

  • Proposta di lavoro congiunto con i genitori

  • Momento di congedo con la piccola


Dopo alcuni mesi

A quattro mesi di trattamento Alice ha finalmente imparato ad accogliere con tranquillità il nostro contatto, accoglie carezze, è disponibile e creativa nell'inventare e costruire insieme nuovi giochi. Espressione di luce e di gioia all'ascolto del doppio, … solo dopo molti tentativi Alice riuscirà ad accettare attraverso il gioco del teatro familiare, la possibilità offertagli di poter vedere sentire ed esprimere un possibile contesto familiare affettuoso.
Alice farà numerose scorregge, che sembrano inavvertite ma che sono accompagnate da una parolina detta a bassa voce "opslà", (leggo questi suoi movimenti come indicatori di rilassamento a livello sia psicologico che muscolare). Simbolicamente quando viene allo studio, Alice mi lascia tutte le volte la sua cacca, il regalo di essere bambina.

Risultati raggiunti

Tante le "transazioni di permesso" occorse a "ridefinire ingiunzioni, ordini e programmi limitati", per giungere al mutamento e alla "riformazione del G"  di Alice mantenendo le parti sane di quello preesistente.
I permessi di cui i Alice sembra aver avuto bisogno di riappropriarsi nella terapia, ha riguardato il diritto di esistere, di essere bambino, di pensare e di provare ed esprimere ogni sorta di sentimenti nel "Doppio Okeiness".
Alice è oggi una bimba più serena, il corpo è più rilassato, il visino è roseo ed accetta con serenità un contatto tenero. La mamma di Alice è soddisfatta, dice che Alice riesce a fare la cacca da sola, che ha interrotto la somministrazione dei farmaci lassativi, Alice riesce a sedersi sul wc e trova conforto e si sente più tranquilla nell'evacuare quando papà o mamma le leggono nel mentre una favola.

 
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